LE OPERAZIONI DI PULIZIA:
LAVAGGIO: Prima di iniziare i processi di estrazione occorre
pulire accuratamente le olive eliminando tutti i corpi estranei
che potrebbero guastare l'olio ottenuto.
Manualmente, o grazie a macchine automatiche ad aspirazione,
le olive vengono separate dal fogliame residuo e dalle altre
impurità. Inoltre se le olive sono state a contatto
con il terreno, occorre anche procedere al lavaggio in acqua
corrente (esistono macchine apposite) a circolazione forzata
che elimina i frutti da ogni residuo terroso. La qualità dell'acqua è ovviamente
importante, relativamente alla eventuale presenza di contaminanti.
Sconsigliabile è l'uso di detergenti.
Se invece le olive sono state raccolte manualmente tramite
brucatura, e sono pulite, il lavaggio non è più necessario
e questo contatto con l'acqua se non indispensabile, va evitato.
L' ESTRAZIONE DELL'OLIO:
L'operazione di estrazione dell'olio dalle olive si può dividere
in quattro fasi principali: frangitura, gramolatura, spremitura
e separazione acqua/olio.
|
FRANGITURA:
Frangere (da cui il nome frantoio) vuol dire
letteralmente rompere: in questa fase infatti
la polpa e i noccioli delle olive vengono lacerati
a fondo attraverso le molazze (l'antica macina
dalle ruote di pietra) o i moderni frangitori
a martelli. Si ottiene così una pasta
di olive formata da polpa e nocciolo entrambi
frantumati. Dunque, la tecnologia tradizionale
usa le macine di granito, ovvero ruote che girano
su una lastra (piano) anch'esso di granito,
schiacciando con il loro peso le olive. Il metodo
moderno invece utilizza frangitori a martelli
o a dischi rotanti, che frantumano velocemente
le olive fino a quando la pasta ottenuta non
fuoriesce dal frangitore attraverso una grata
forata (i fori sono di diametro noto). Sicuramente
con questi frangitori la granulometria della
parte solida (nocciolo) è più
uniforme della pasta ottenuta con le macine
tradizionali, frantumano una quantità
maggiore di olive nell'unità di tempo,
ma, poichè lacerano troppo velocemente
la polpa delle olive, producono un aumento repentino
della temperatura della pasta, e alterazione
delle sensazioni organolettiche, quali amaro
e piccante (molto più pronunciati). Nel
caso di utilizzo delle ruote di granito, lo
svantaggio sta nella bassa capacità lavorativa.
|
|
GRAMOLATURA: Con la Gramolatura la pasta di olive proveniente
dalla Frangitura viene rimescolata e ridotta in una poltiglia
omogenea. Ciò favorisce l'unione delle goccioline
d'olio in gocce sempre più grandi, tali che queste
si separino piu facilmente nella fase seguente dalla parte
solida.
SPREMITURA: Una volta pronta la pasta
di olive si procede alla fase dell'estrazione vera e
propria, che porta alla separazione delle tre componenti
della pasta, ossia sansa,
acqua di vegetazione e olio.
Esistono vari metodi per giungere al prodotto finito,
ma il più tradizionale dei sistemi è l'estrazione
per pressione meccanica: la pasta viene posta sui dischi
di fibra vegetale (i fiscoli, che oggi sono fatti più
spesso di materiali sintetici) e i dischi vengono impilati
su carrelli e intervallati da dischi di accaio per uniformare
la pressione. In seguito il carrello caricato viene
posto sotto la pressa, dove la pressione, crescendo
nell'arco di circa un'ora, fa fuoriuscire la componente
liquida oleosa (mosto oleoso, ovvero olio
e acqua di vegetazione). La parte
solida che dopo la spremitura resta aderente
ai fiscoli è la sansa.
Questa è un ottimo combustibile, e contiene ancora
dal 5 al 8% di olio, che potrà
essere separata solo con l'impiego di particolari solventi,
esano soprattutto, con procedimento analogo a quello
utilizzato per gli oli di semi.
SEPARAZIONE OLIO/ACQUA DI VEGETAZIONE:
Questa è l'ultima fase. Utilizzando il diverso
peso specifico (l'olio è più
leggero dell'acqua) possiamo quindi separare il mosto
oleoso. L'olio ottenuto, non è
perfettamente trasparente, ma leggermente torbido, opaco.
È perfettamente commestibile, anzi a crudo emana
un profumo molto intenso di olive, comunque è
preferibile lasciarlo a riposo qualche mese, cosìcche
possa decantarsi. Infatti le sostanze estranee si depositano
sul fondo, producendo piccole tracce di "impurità".
Queste non sono altro che piccolissime particelle di
acqua che il separatore non è riuscito a separare
e che quindi sono state trascinate con l'olio.