Le Tradizioni dell' olio


"I popoli del Mediterraneo cominciarono ad uscire dalla barbarie quando impararono a coltivar l'olivo e la vite".
Tucidide - V sec. a.C.

L'Ulivo, dunque, è una delle colture caratteristiche del nostro Mediterraneo. Attorno a questa secolare pianta si è sviluppata, nel bacino del Mediterraneo, tutta una civiltà: l'olio di oliva serviva come merce di scambio, per l'illuminazione delle case, per la cura della pelle e, mescolato al vino, curava le ferite.
Nell'antichità era considerato dono divino e albero sacro, simbolo di pace, gloria ed abbondanza: rametti di ulivo sono stati addirittura ritrovati in tombe egizie risalenti a più di 4000 anni fà, mentre gli antichi Greci e Romani usavano l'olio di oliva sia nell'alimentazione che come balsamo e aroma.

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La pianta dell'ulivo ha bisogno, per svilupparsi, di acqua, sole e terreni pietrosi molto profondi. Ecco dunque giustificato il motivo per cui il Mediterraneo è stata la patria storica dell'ulivo: le calde estati asciutte e a volte umide, nonché gli inverni piovosi che caratterizzano le zone mediterranee, indicano questa Terra come l'area geografica ideale per la crescita dell'ulivo.

 

La Puglia e precisamente il territorio delle colline di Brindisi e le aree vocate salentine, vantano la coltivazione degli alberi di ulivo della varità Ogliarola Salentina, i più straordinari tra gli ulivi italiani. Sono ulivi secolari, contorti, nodosi e corrosi in forme bizzarre dal vento; sono ulivi maestosi, alti fino a 15 mt. e destinati a produrre nei "trappeti" l'oro di Puglia.